Lo scorso autunno, dopo questo post su Santorini, ho deciso di sospendere il racconto del mio viaggio in Grecia: pubblicare post sulle mie vacanze al mare mentre in Brianza iniziava l’inverno non invogliava certo la lettura .

Del mio viaggio in Grecia a linee generali vi ho già parlato qui. Un paragone tra le isole che ho visitato l’ho fatto qui in modo da facilitarvi un’eventuale scelta.

In vista della primavera e dell’estate, torno a parlarvi di Grecia: in particolar modo di una camminata ad Amorgos.

Amorgos è arida, secca ma piena di fascino. E’ perfetta per chi si vuole dedicare a dei lunghi trekking tra le sue montagne relativamente basse.

Amorgos ha due porti principali, uno a sud ed uno più a nord: Katapola ed Aegiali. Entrambe piccole e tranquille, la prima la consiglio alle famiglie, la seconda ai giovani amici e fidanzati.

Il pezzo forte di Amorgos sono i suoi trekking: segnalati benissimo anche perché usati dagli abitanti per muoversi fino a poco tempo fa. Trekking che possono essere più o meno impegnativi, ma tutti prevalentemente sotto il sole e con pochi punti di ristoro. Armatevi di acqua e cappello. E partite presto.

Il percorso

Il primo trekking, la prima camminata ad Amorgos che ho fatto è stata semplice: dal Monastero di Hozoviotissa alla Chora di Amorgos.

Noi siamo andati al monastero in bus (parte dal centro di Katapola e costa 1.60€) e da lí a piedi siamo tornati verso la Chora: un’oretta massimo in salita, tutta sotto il sole, con una vista magnifica sul mare e sulla spiaggia di Aghia Anna.

camminata ad Amorgos

Il monastero verticale

Una volta arrivati al Monastero dovrete affrontare una bella scalinata per raggiungere l’ingresso. Ricordate di coprirvi gambe e braccia: ci sono dei vestiti a disposizione di tutti, ma sono in lana!

Il Monastero è bellissimo, non riesco ancora a capire come abbiamo fatto a costruirlo in quella posizione e con quella architettura.

Il nome del Monastero è leggenda: secoli fa fu trovata ai piedi del Monastero, su di una barca, un’icona della Madonna. L’icona si dice provenisse dal villaggio di Hozovo, in Palestina. Da qui il nome del Monastero eretto in protezione di pescatori, gente di mare e chiunque in difficoltà.

camminata ad Amorgos

Il monastero è a strapiombo sul mare, largo solo 5 metri e si sviluppa tutto in altezza: per entrare dovrete passare sotto delle piccole porticine un po’ claustrofobiche a ridosso della roccia.

All’interno vi verrà offerto un liquore tipico delle Cicladi, prodotto direttamente dai sacerdoti: qui abbiamo fatto il primo incontro con il Rakimelo.

camminata ad Amorgos

Una pausa alla Chora

Una volta finita la visita al Monastero dovrete tornare sulla strada principale asfaltata e da lì prendere una stradina in salita che vi porterà alla Chora.

camminata ad Amorgos

La salita è abbastanza impegnativa, ma fattibile: la vista sul mare e sulle altre Cicladi è impagabile. Terminata la salita, sbucherete in un terreno apparentemente privato, ma siete arrivati a Chora.

Questa è la Chora più bella e meglio conservata che ho visto nel mio viaggio. Corrisponde in pieno all’idea comune di Cicladi: bouganville rosse, porticine verdi e blu, tavoli colorati nelle piazze del paesino.

camminata ad Amorgos

Gatti ovunque, vasi colorati di gerani fuori dalle case ed anziani vestiti di nero che passeggiano tra le vie. Fate un giro a Chora perdendovi tra le vie del centro, non ve ne pentirete.

Se siete stanchi potete fare una sosta a Kastro: in uno dei bar della piazzetta principale potrete mangiare e bere qualcosa.

camminata ad Amorgos

Uno yogurt greco, non come i nostri da supermercato, con un sacco di frutta vi costerà una sciocchezza.

camminata ad Amorgos

Spero che anche a voi venga voglia di fare una camminata ad Amorgos staccandovi dalla routine hotel-spiaggia-cibo :-).