Primo giorno di saldi a Milano. Un caos incredibile in giro e mooolto caldo. Cosa fare per fuggire dall’isteria generale?

A pochi passi dal centro di Milano c’è una bellissima villa di inizio Novecento, Villa Necchi Campiglio: la villa di Portaluppi.

I committenti

La villa prende il nome dalla coppia di proprietari, Angelo Campiglio e Gigina Necchi, che l’abitarono dagli anni ’30 fino ai ’00, quando la centenaria Gigina passò a miglior vita. I più di 2000mq di villa furono abitati per più di 70 anni da ben tre persone: la ricca coppia e la sorella di lei, Nedda.

Si dice che la coppia, frequentando la borghesia milanese e volendo trasferirsi da Pavia in città, una sera, uscendo dalla Scala, si perse tra la nebbia milanese e si ritrovo davanti ad un terreno in vendita.

Villa di Portaluppi

L’architetto

Dopo aver aquistato un terreno bisognava costruirci una casa, ma non una casa qualsiasi, una villa all’avanguardia e rappresentativa del loro stato sociale.

Chiamarono quindi un architetto, anche qui non uno qualsiasi, ma Piero Portaluppi. Portaluppi che era uno degli architetti più importanti del periodo, che aveva e avrebbe realizzato un sacco di ville a Milano e non solo. Colui che progettò la Triennale, il Planetario e che ora è sepolto al Monumentale di Milano.

Villa Necchi Campiglio diverterà quindi un simbolo per l’architetto, la villa di Portaluppi.

Villa di Portaluppi

Portaluppi mette il suo marchio ovunque: dalla losanga nei soffitti e sulle porte, ai sistemi innovativi per la sicurezza.

Si occupa di progettare personalmente gli arredi della villa: da una libreria che funge anche da divisorio tra ambienti ed è sorretta unicamente da una lastra di vetro, al servizio di porcellana per i proprietari e gli ospiti. La cura nei dettagli è percepita ovunque: dalle sale principali ai locali per il personale di servizio.

La villa

Appena si entra nella proprietà della villa di Portaluppi si viene catapultati in un mondo parallelo: niente più caos di macchine e clacson, ma solo il rumore dell’acqua della piscina, il cinquettio degli uccellini e il profumo degli alberi. E’ assurdo come si percepisca tutt’altro rispetto a quello del centro di Milano, a pochissimi metri di distanza.

All’esterno della villa troviamo una piscina, dove vengono anche allestiti rinfreschi e banchetti per matrimoni ed eventi di vario genere (così il FAI recupera i fondi), il parco e la biglietteria.

Subito entrati nella villa noterete gli spazi enormi di ingresso, libreria e salotto: da una stanza all’altra, tramire una serie di spiragli e vetrate, si riesce a vedere sino all’ingresso della villa.

La libreria è una chicca: chi non vorrebbe averne una simile? Migliaia di volumi tra divani, tappeti ben conservati e pezzi di design voluti da Portaluppi e da Tommaso Buzzi (colui che si occupò di un re-styling successivo).

Villa di Portaluppi

Ai piani superiori ci sono le stanze della famiglia, ognuna con un bagno assurdamente bello e moderno: una cabina isolata per la doccia, doppi lavandini, bidet e WC in una stanza separata.

Villa di Portaluppi

Nella stanza di Nedda c’è anche un armadio che nemmeno una cabina armadio di Ikea e il corridoio è costellato da armadi nascosti in cui ammirare anche una collezione di cappelli niente male.

Villa di Portaluppi

Orari

Da mercoledì a domenica: dalle 10 alle 18

Le visite sono solo guidate, durano circa 1 ora e partono ogni 30 minuti (massimo 15 persone a turno)

Costi

Ingresso gratuito per soci FAI

10€ per i non iscritti

Curiosità

  • I proprietari della villa avevano dei campanelli in ogni stanza: il personale di servizio, nei propri locali, aveva un pannello in cui si illuminava la stanza in cui i proprietari avevano bisogno di loro
  • Portaluppi ha utilizzato del linoleum per la pavimetazione dei locali di servizio: è tutt’ora perfetto, dopo 80 anni!
  • Nei bagni delle due signore ci sono delle spazzole bellissime con applicate le iniziali dei loro nomi…in oro
  • La piscina è la prima piscina riscaldata in Italia e la seconda piscina di Milano

Villa di Portaluppi