Un pomeriggio di inizio gennaio, prima dell’epifania, con un vento fortissimo ed un clamoroso abbassamento delle temperature partiamo alla volta del nostro weekend lungo in Valtellina. Per spezzare il viaggio, decidiamo, prima di pranzo, di fare due soste sulla parte lecchese del Lago di Como.

Ci fermeremo inizialmente a Varenna e da qui proseguiremo per l’Abbazia di Piona

Varenna

– Varenna è una perla

Si, è proprio un gioiellino, un qualcosa che non ti aspetti sulla sponda lecchese del lago (ma solo perchè da buona comasca preferisco l’altra ).

Il paesino è facilmente raggiungibile da Lecco in una mezz’oretta (un’ora senza traffico da Milano) e si presenta come un classico borgo di lago: viette strette, case una a ridosso dell’altra, grosse salite e aperture inaspettate verso il lago.

Varenna

Arriviamo verso l’ora di pranzo e parcheggiamo praticamente di fronte a Villa Monastero, la principale attrazione di questo paesino.

Decidiamo, controvoglia, di non visitarla: è già abbastanza tardi e non vogliamo acquistare un biglietto per visitare i soli giardini e per di più il 5 di gennaio. Dando una rapida occhiata da fuori pare meritare assolutamente la visita. Spero di tornarci presto.

Iniziamo il nostro giro di Varenna dalla piccola spiaggetta che sorge davanti all’Hotel Royal Victoria, dove l’acqua è limpidissima. Chissà quanto è frequentata nel periodo estivo

Varenna

Dopo qualche foto di rito, rientrando tra le vie del paese, sbuchiamo in quella che è la piazza più caratteristica: con una grande scalinata e una serie di baretti, con tavolini e sedie bianche, a ridosso del porticciolo sul lago. Da qui, percorrendo la passerella che costeggia l’acqua, si arriva ad un’altra piazza, dove troviamo l’attracco dei battelli proveniente da Bellagio e da altri paesi del lago.

Varenna porticciolo

Il vento è gelido e il tempo scarseggia. Dopo una breve visita alla piazza della Chiesa di San Giorgio, torniamo alla macchina per proseguire il viaggio verso la Valtellina.

Varenna è molto bella, mi ha ricordato, per colori e architettura, le cinque terre, con la sua piazzetta a strapiombo sul lago e le case di mille colori diversi.

Sicuramente la stazione migliore per visitarla è la primavera. Fare un aperitivo seduti in uno dei baretti della piazza principale, con gli alberi in fiore ed il lago davanti deve essere estremamente rilassante. D’estate me la immagino piena di turisti che fanno tuffi nel lago e prendono il sole sulla spiaggetta.

Varenna

– Abbazia cistercense di Piona

Situata in una posizione strategica, sulla “penisola” dell’Olgiasca, l’Abbazia è tuttora abitata dai monaci ed è facilmente raggiungibile anche dalla sponda comasca del lago.

Dopo qualche chilometro di strada sterrata, ma facilmente percorribile, si arriva al parcheggio da cui accedere a piedi all’Abbazia. I monaci producono un liquore che si può acquistare all’ingresso.

Abbazia di Piona

Il complesso è caratterizzato principalmente da due edifici visitabili, la Chiesa di San Nicola ed il chiostro, luogo del silenzio per antonomasia che in questo periodo ospitava un bel presepe. L’abbazia ha anche un accesso diretto sul lago ed un grande parco, per questo motivo è una delle tipiche mete degli oratori estivi.

Abbazia di Piona

Prima di proseguire verso la terra di pizzoccheri e sciatt, ci siamo fermati per pranzo a Colico.

PerBacco, uno dei pochi ristorantini aperti il 5 di Gennaio in un paese pressoché deserto, proponeva un menù con primo, secondo e caffè alla modica cifra di 12euro.

A questo abbiamo aggiunto un piatto di pizzoccheri per iniziare al meglio questa piccola vacanza. Spesa totale 25€ con una semplice bottiglietta di acqua.

Dopo pranzo ripartiamo verso Teglio da dove partiremo per fare la nostra giornata a bordo del Trenino rosso del Bernina di cui vi ho parlato qui.