Eccomi qui, dopo aver concluso il mio viaggio, a parlarvi della mia esperienza in  Danimarca.

E’ stata una settimana intensa: abbiamo girato tantissimo, fatto tanti chilometri e camminato molto. La Danimarca mi è piaciuta e vale sicuramente la pena passare qualche giorno a spasso tra le sue città, i suoi paesini e le sue campagne.

La Danimarca è tranquillità, è hygge!

Hygge, la parola danese che si sente nominare sempre più spesso ultimamente, l’avrete vista su qualche libro o sentita in radio o TV.

Hygge è felicità, è tranquillità, è il piacere di fare una qualsiasi cosa ed essere circondati da persone care e da un ambiente piacevole. E’ vivere bene insomma.

La tranquillità in Danimarca la si percepisce nel ritmo di vita davvero invidiabile dei suoi abitanti , la si percepisce nelle strade, nei trasporti, nella natura e nei suoi paesaggi. E’ il paese degli immensi prati fioriti, degli edifici che si sviluppano solo in orizzontale perché non hanno di certo problemi di spazio.

E’ il paese in cui incontri una casa del tetto in paglia ogni dieci chilometri, delle spiagge e del mare, dello Smørrebrød, degli abitanti estremamente gentili ed accoglienti, ma soprattutto è il paese di Tiger .

È stato il primo paese scandinavo che ho visitato, a parte qualche giorno a Stoccolma, quindi non so fare un paragone con altri paesi a lei simili, ma la Danimarca ha molto da offrire e merita una visita. Certo, non posso negare che la Scozia ad esempio mi abbia entusiasmato di più dal punto di vista paesaggistico, ma la Danimarca lo ha saputo fare per aspetti che vanno oltre le classiche cose da turista.

Danimarca

La Danimarca mi ha stupito per la mentalità dei suoi abitanti e per il loro stile di vita. Forse sono davvero il popolo più felice al mondo.

Ovviamente anche i danesi hanno i loro difetti e non penso che il mito della Danimarca sia come ce lo vogliono far credere, ma alcune cose penso siano vere.

Sono estremamente rilassati e tranquilli, non sono ansiosi e stressati come noi (o almeno come molte persone che io conosco, me compresa), hanno una settimana lavorativa di meno ore, possono occuparsi della famiglia e dei proprio hobby senza dover dare particolari giustificazioni o sentirsi in colpa.

Hanno una qualità della vita non male insomma. Il mercato del lavoro funziona e permette di essere dinamici, di acquistare una casa, di avere una famiglia senza troppe preoccupazioni. Pagano molto per questo tipo di società, ma chi non lo farebbe?

Danimarca

Sotto vi parlo anche di qualcosa che non mi è piaciuto, ma lo metto in fondo per non sembrare polemica .

Ora vi lascio a cose più concrete relative all’organizzazione del mio viaggio.

– Itinerario

Il paese è diviso in 2 grandi isole principali: Sjælland (con la capitale) e Fyn (al centro del paese). A queste si aggiunge la penisola dello Jutland, confinante alla Germania.

Avendo sei giorni pieni a disposizione, con una macchina a noleggio, siamo partiti da Copenaghen a visitare la parte a nord dello Sjælland per poi scendere verso l’isola di Fyn (giorno 1).

Nei giorni successivi abbiamo visitato la parte di Jutland centrale (giorno 2 e 3) per poi tornare su Fyn (giorno 4) e finire nello Sjælland e a Copenaghen (giorno 5 e 6).

– Costi

In Danimarca non c’è l’euro, ma la corona danese. Tutti, davvero tutti, accettano la carta di credito quindi si riesce benissimo a non prelevare. Un euro sono circa 7 corone danesi.

Non posso che confermare le voci sul fatto che i paesi nordici siano molto cari. Avevo avuto un assaggio a Stoccolma e ho confermato il tutto in Danimarca.

Ma io sono stata molto brava e me la sono cavata  con un budget sui 500€ a persona per una settimana. Sotto vi elencherò le principali spese, parlando di costi per due persone.

Danimarca

– Trasporti

Il volo mi è costato solamente 100€: ricordo con poca nostalgia i tempi in cui un volo per Copenaghen costava centinaia di euro. Ho volato con EasyJet da Milano Malpensa e con ottimi orari (partenza la mattina e ritorno la sera).

Per  quanto riguarda gli spostamenti interni abbiamo noleggiato un’auto su rentalcar con assicurazione completa per 125€ (solo 4 giorni, a Copenaghen non l’abbiamo tenuta). Il gruppo di noleggio era Alamo.

La benzina costa meno che in Italia (circa 1.20/1.30€ al litro), le autostrade sono gratuite ad eccezione del ponte tra Sjælland e Fyn che costa circa 70€ andata e ritorno (l’unico ponte a pagamento a parte quello per Malmö)

A Copenaghen abbiamo soggiornato fuori dal centro e abbiamo noleggiato due biciclette per 40€ totali per due giorni. Le piste ciclabili sono quasi più frequentate delle strade, le bici più numerose delle auto. Potete andare tranquilli.

Danimarca

– Alloggi

Vista la poca economicità della Danimarca, abbiamo cercato degli appartamenti fuori dai centri principali, in piccoli paesini e vicini all’autostrada per spostarci più facilmente. In questo modo, cucinando a volte in casa, abbiamo risparmiato sulle cene.

Per le prime e ultime due notti abbiamo cercato due appartamenti su Airbnb: il primo sull’isola di Fyn, verso lo Jutland, ed il secondo a Copenaghen, a circa 20 minuti di bicicletta dal centro città.

Per la restante notte abbiamo prenotato un B&B (qui il link, ve lo consiglio) sempre sull’isola di Fyn, poco prima del ponte per lo Sjælland.

Abbiamo pagato gli alloggi 310€ totali: direi pochissimo per essere in Scandinavia.

Danimarca

Danimarca

– Dove e cosa mangiare

Andare a mangiare fuori in Danimarca è molto caro e quindi abbiamo evitato di farlo tutti i giorni. I supermercati costano poco più che in Italia e prenotando degli appartamenti abbiamo avuto la possibilità di cucinare in casa.

Risparmiare è comunque possibile, anche se cucinare in casa rimane secondo me la soluzione migliore.

A Copenaghen abbiamo cenato al Copenaghen Street Food: un vecchio capannone industriale con un sacco di stand in cui mangiare a prezzi relativamente modici. Ci sono piatti asiatici, carne brasiliana, pasta e pizza (sono italiani) e i prezzi vanno dai 10 ai 15€ a piatto.

Il primo giorno abbiamo pranzato al bar del Sofartsmuseet di Helsingør. Non ci avrei scommesso molto, invece con 40€ abbiamo mangiato polpette di pesce o una mega insalata. Tutto molto buono.

Danimarca

Una sera, ad Odense, abbiamo ordinato due hamburger e due coca cola per la modica cifra di 47€.

L’alternativa è quella di nutrirsi a Smørrebrød, la fetta di pane tipica danese super farcita. A noi ne hanno portata una con un mega filetto di pesce adagiato sopra, ma ce ne sono anche con uova, salmone, avocado e chi più ne ha più ne metta. I prezzi di una singola fetta vanno dalle 40 alle 60 corone e quindi con 10/15€ si riesce a pranzare.

Danimarca

La stagione permetteva di stare all’aperto tutto il giorno, quindi non ci siamo dovuti rifugiare nei bar causa freddo. Se andate in periodi più freddi mettete in conto anche questi costi visto che per due caffè e una fetta di torta spendevamo in media 12/15€.

Cosa promuovere e cosa rimandare della Danimarca?

Promossi:

la stagione: il clima è stato molto clemente, freddo ma non troppo e con molta luce il che ci permetteva di sfruttare al meglio tutta la giornata. Non andrei nei mesi da novembre a marzo.

i bagni pubblici: i bisogni fisiologici sono sacri per i danesi e quindi non tollerano di dover andare in un bar per poter usufruire dei servizi igienici. Ci sono bagni utilizzabili, e puliti, in ogni dove. Mi sono perfino fatta aprire il bagno pubblico di una chiesa .

la gentilezza dei danesi che ci fermavano per strada per offrirci aiuto e la disponibilità dei proprietari di casa che ci hanno ospitato.

Bocciati:

i bagni privati: in Danimarca, fino agli anni ’50 condividevano tutto e quindi gli edifici abitativi avevano un piano interrato con dei bagni in comunque per tutti gli inquilini. Quando si è creata la necessità di avere dei bagni in ogni singolo appartamento si sono aperte due strade. O rinunciare ad una stanza per creare un bagno, oppure farlo al posto dello sgabuzzino. Quasi tutti hanno optato per questa seconda opzione. Questo per spiegare il motivo per cui tutti i bagni che abbiamo trovato avevano un lavandino minuscolo in cui difficilmente si riusciva a lavarsi i denti, una doccia che consisteva solo in una tenda da tirare attorno ad uno scarico in mezzo all’ex sgabuzzino. Vi lascio immaginare dove posizionino il WC.

il loro essere troppo rigidi ed impostati: mi hanno dato la netta sensazione di non essere sono flessibili, di non adattarsi. Mi è parso avessero bisogno di procedure ed istruzioni specifiche per tutto: in autostrada stanno solo sulla corsia in mezzo anche se quelle a destra è vuota, la coda nei bagni la fanno fuori dall’antibagno e quindi si fermano code infinite. Non entrano fino a quando la persona prima di loro non è si è lavata ed asciugata le mani !

cambierei l’itinerario del primo giorno: troppo lungo il tragitto e quindi troppo tempo passato in macchina.

aggiungerei un giorno all’itinerario totale, da dedicare alla zona di Copenaghen.

Nei prossimi post vi parlerò meglio del mio itinerario in Danimarca soffermandomi su ciò che più mi ha colpito .