Il 25 e 26 Marzo di sono tenute le giornate del FAI di primavera. Io ho deciso di passare il weekend in terra piemontese, tra Torino ed Ivrea.

Cercando sul sito del FAI ho infatti trovato il Castello di Masino.

Il Castello, situato nel Canavese, è stato storicamente la dimora dei Conti Valperga, signori della zona e nobili Piemontesi discendenti del conte Arduino, primo Re d’Italia.

Luigi Valperga, ultimo erede della dinastia, ha deciso di lasciare la dimora al FAI che se ne occupa dal 1988. Il Fondo per l’Ambiente Italiano, ha iniziato un percorso di restaurazione che prosegue tutt’oggi per rendere questa antica dimora fruibile a tutti.

Dal parcheggio del Castello di Masino si può accedere direttamente all’enorme parco oppure ad una scalinata che porta all’ingresso della dimora.

Castello di Masino

Prima di entrare soffermatevi ad ammirare il paesaggio dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea: una sorta di enorme collina tra la Dora Baltea e la Valle d’Aosta creata da un susseguirsi di glaciazioni.

All’ingresso veniamo accolti dai fantastici e gentilissimi volontari del FAI. Prevalentemente ragazzi, ci convincono a fare la tessera annuale: 30€ per una giusta causa che ci consentiranno anche di entrare gratuitamente in tutti gli altri beni FAI. Sicuramente ammortizzeremo la spesa.

Gli interni del Castello

Dopo tessera e qualche gadget veniamo indirizzati alla bellissima scalinata del Castello di Masino da cui iniziano le visite guidate. Nelle giornate del FAI le guide sono degli studenti volontari che fanno da “apprendisti Ciceroni”. Erano tenerissimi e super preparati .

Il Castello è stato luogo della storia d’amore tra il conte Carlo Francesco e madama Reale: la loro storia, osteggiata dal figlio di lei, fa da filo conduttore tra le diverse sale della dimora.

Castello di Masino

Nel Castello ci sono studioli, fornitissime biblioteche, camere da letto con letti di epoche diverse (si possono distinguere in base alla dimensione del leggo) e bellissimi arredi.

Nella sala da ballo troviamo un enorme lampadario in vetro di Murano. Qui noto subito un pianoforte e la ragazza ci dice che, secondo la leggenda, Rossini abbia composto, in soli tre giorni,  il Tancredi.

Castello di Masino

Il Castello era dotato anche di una sala da gioco, cosa insolita per il periodo: oltre ad un enorme tavolo da biliardo abbiamo trovato anche una sorta di antenato del flipper.

Castello di Masino

Il parco

Tutto il Castello è circondato ed immerso nel verde.

Castello di Masino

All’interno c’è un giardino con piante di limoni, alla sinistra dell’ingresso si apre un viale alberato che porta al labirinto all’italiana.

Uno dei più grandi labirinti del paese, con più di mille metri di siepi, è stato riportato in vita grazie al FAI ed ora è di nuovo un posto dove perdersi divertendosi.

Alla destra del castello troviamo un giardino all’italiana e poco sotto un enorme parco dove vengono organizzati, durante la primavera e l’estate, un sacco di eventi. Dai pic-nic, alla festa dell’aria con aquiloni e mongolfiere, alle fiere di fiori ed attrezzi da giardinaggio.

Castello di Masino

Cosa curiosa è che all’interno del Castello vengono organizzate delle visite guidate con attori in costume che vi portano alla scoperta della sua storia e  leggende in un modo diverso e particolare.

Tenete d’occhio il calendario del Castello dal sito del FAI per idee su una giornata alternativa.