Vi ho parlato recentemente del mio weekend in Valle d’Aosta, nella valle di Gressoney. Oltre a visitare il paesino, di cui vi ho parlato qui, nella zona c’è anche un bellissimo castello: il castello della Regina Margherita.

La Valle D’Aosta è piena di castelli: trovate Fenis, Issogne, Verres, Sarre ed appunto Castello Savoia tra i più famosi.

Il Castello Savoia, proprio a metà Valle di Gressoney, è a ridosso del paese e si può raggiungere dal centro con una passeggiata di mezz’oretta.

Questo castello differisce un po’ dagli altri perché sembra un castello fiabesco, quello di Cenerentola o comunque un castello Disney.

Gli altissimi pini lo nascondono un po’, non si vede molto dalla strada, ma una volta arrivati nei pressi del castello, girato l’angolo, verrete catapultati indietro di anni.

Il castello è abbastanza recente, ha un centinaio di anni: per questo tutto è autentico, dagli intonaci, agli arredi, ai soffitto.

Castello della Regina Margherita

La Regina Margherita

La realizzazione di questo castello di deve alla Regina Margherita, moglie di Umberto I Re d’Italia. Per questo è chiamato anche il castello della Regina Margherita.

In visita ad un barone della zona, la Regina si innamorò della valle di Gressoney e decise di costruite un castello dove passare le due estati. Naturalmente fece costruire uno studio con una vista mozzafiato sul Monte Rosa e costruì la sua camera da letto nella stanza con il miglior panorama del castello.

La cosa che mi ha più colpito della Regina? la sua scalata oltre 4000mt per inaugurare un rifugio che tuttora porta il suo nome. Come arrivó, nel 1893, a 4554mt? con una slitta ovviamente!

Una slitta trainata da un gruppo di alpini in giacca e cravatta. Una scalata fatta più di 100 anni fa, da una Regina, su di una slitta, con vestiti dell’Ottocentro, a 4554 metri. Cose assurde.

Castello della Regina Margherita

Il gioiello architettonico

Tornando al castello, è chiaramente un gioiellino di architettura. Per costruirlo la Regina non ha certamente avuto problemi economici e non ha badato a spese.

La Regina arrivava in auto, una delle 10, 15 automobili presenti nel nord Italia nel periodo, per passare a Castello le sue estati. Fredde estati.

Come si scaldava la Regina? Il castello della Regina Margherita era dotato di termosifoni, come quelli che abbiamo noi oggi, ma che hanno più di 120 anni. E funzionano ancora oggi.

Castello della Regina Margherita

Come chiamava la servitù la Regina? In ogni stanza c’erano due mollette attaccate ad un cavo. Lei le pizzicata e la corrente a bassa tensione, che passava tra le mollette, faceva risuonare un campanello nella stanza della servitù.

Per i pranzi e le cene, al fine di evitare che gli odori delle cucine si propagassero per tutto il castello, venne costruito un sistema di tunnel, montacarichi e carrelli che permettevano di portare i cibi dalle cucine (l’attuale biglietteria) alla sala da pranzo.

Castello della Regina Margherita

La passeggiata della Regina

Al castello si può arrivare in macchina, ma anche con una passeggiata poco impegnativa.

Castello della Regina Margherita

Da Gressoney, o dal parcheggio del Castello, si prende un sentiero tra i boschi, prevalentemente pianeggiante, che permette di godere di una vista sul paesino e sul Monte Rosa.

Si sbuca al laghetto di Gover di cui vi ho parlato nello scorso post.

Castello della Regina Margherita