Oggi vi consiglio una gita domenicale sulla sponda lombarda del Lago Maggiore: Angera e l’Eremo di Santa Caterina

Da Como o Milano sono facilmente raggiungibili in poco tempo e potrete concentrare la mattinata nella visita di Angera e rimanere sorpresi dalla bellezza dell’Eremo nel pomeriggio.

– Angera

Arriviamo ad Angera a metà mattina con un bel freschino. Da un primo giro, il paesino ci pare un pò deludente: si sviluppa lungo una strada principale molto trafficata ed il borgo praticamente non esiste. Alcuni vicoli fanno ben sperare, ma nulla in confronto ai paesini comaschi a cui sono abituata.

Angera

Il lungolago è però molto carino, con una lunga passeggiata pedonale a ridosso dell’acqua. Inizia da centro paese, dove fuori dai baretti ci sono gruppi che bevono spritz godendosi il sole, per arrivare all’attracco dei battelli proveniente di Stresa.

Il lungolago è caratterizzato da questo enorme prato verde che d’estate verrà sicuramente preso d’assalto da turisti e non. Anche l’acqua è molto pulita.

Angera

Pranziamo al Bar Angleria, praticamente in centro invogliati dal prezzo del menù turistico. Per un piatto a scelta tra primo o secondo, bere e un pasticcino con caffè spendiamo 9.50€. Non male per un prezzo così basso.

Quando siamo stati noi ad Angera, la rocca del paesino, che si vede anche dalla sponda opposta del lago, era chiusa. Poco male, un’occasione per tornarci magari d’estate.

– Eremo di Santa Caterina del Sasso

Ad una ventina di minuti da Angera, continuando a costeggiare il lago, si arriva a Leggiuno. Qui si trova l’Eremo di Santa Caterina. L’Eremo è raggiungibile anche via lago.

Noi abbiamo parcheggiato la macchina nel parcheggio gratuito poco lontano dall’ingresso e sceso i gradini che conducono all’edificio. L’eremo è infatti arroccato su una montagna a ridosso del lago e per raggiungerlo si deve “scendere” rispetto alla strada principale.

Eremo di Santa Caterina del Sasso

La leggenda dice che Alberto Besozzi (la cui salma è all’interno della Chiesa), scampato da un naufragio, abbia deciso di passare il resto della sua vita come eremita lungo una grotta abbarbicata sulle pendici dei monti del lago. La grotta, dentro l’eremo stesso, conserva una statua di Santa Caterina, a cui Alberto avrebbe fatto voto per la sua sopravvivenza.

Per arrivare all’Eremo si devono fare 268 gradini per raggiungere in primis l’edificio e, scendendo ancora, il lago con l’attracco per barche e battelli.

Dopo aver superato un porticato a ridosso del lago si entra in un piccolo cortile con un vecchio torchio ed una vista spettacolare del lago.

Eremo di Santa Caterina del Sasso

Eremo di Santa Caterina del Sasso

L’Eremo è bellissimo, modellato nella roccia e crea un contrasto di colori tra il bianco dell’edificio ed il blu del lago. Da qui si prosegue poi verso la chiesetta, con degli affreschi molto ben tenuti. Attualmente l’Eremo è abitato da dei benedettini, in preghiera durante la nostra visita.

Scendendo verso il lago si può osservare, alzando la testa, il complesso in tutta la sua bellezza. Si confonde con la roccia su cui è aggrappato e con cui crea un tutt’uno armonioso.

Eremo di Santa Caterina del Sasso

Per la risalita ci affidiamo all’ascensore che è stato scavato nella roccia (sembra l’ingresso della metro della stazione centrale di Milano ) e in men che non si dica e con un solo euro, siamo allo stesso punto da cui siamo partiti.

Gita superconsigliata: è stato bellissimo non aspettarsi nulla e trovarsi in un posto così in armonia con la natura di cui fa parte